venerdì 10 settembre 2010

giovedì 9

finalmente alle 9 siamo partiti. dopo aver rifatto il giro degli uffici della capitaneria e guardia nazionale, perché "il faut écrire chaque jour"
l'uscita dall'ormeggio l'abbiamo fatta a mano : tonneggiandoci nel canale stretto.
fuori dal porto il mare non è bello e il vento tira da NE.
issiamo la randa con una mano di terzaroli e apriamo il genoa nuovo, tagliato alto, per venti forti, che ieri sera abbiamo prudentemente inferito al rollafiocco, togliendo il nostro genoa classico con la banda azzurra che ha cucito un velaio turco di Bodrum.

comincia una navigazione accettabile (malgrado il mare e il vento) verso Al Kantawi e Hammamet, aspettando il maestrale che dovrebbe tirare nel pomeriggio.
procediamo a 5.5 nodi, grazie al motore, perché il vento non raggiunge i 9 e ce l'abbiamo praticamente contro.
Al Kantawi  la passiamo alle 11.30.

le condizioni sono discrete e siamo ottimisti: il vento tira ancora da Nord NE forza 3/4 il mare ci fa sbattere ma non più di tanto. siamo costretti a stare più sottocosta del dovuto.

alle 16 il vento rinforza sempre da Nord. attorno a noi si accumulano nuvole scure. cade anche qualche goccia. ci mettiamo le cerate. intanto Fabio dorme.

il vento rinforza e il mare si alza. decidiamo di prendere la seconda mano di terzaroli ma la randa si strappa poco sopra la brancarella dove è inferita la borosa.
porca vacca!!

mettiamo 3 mani di terzaroli con un po' di difficoltà. la bracarella della terza mano colpisce il comandante sulla tempia con un colpo di frusta, ma non è niente. poi un'onda lo sbilancia. quando torna in pozzetto si raccomanda che in caso di uomo a mare gli si lanci subito salvagente e gommone…

Giulia dice: se cadi privo di sensi mi butto anche io. il comandante ricorda saggiamente che due uomini a mare sono molto peggio di uno.

abbiamo una randa grande come quella di un laser


il mare si ingrossa e le pecorelle di schiuma aumentano

con il motore che spinge, la randa terzarolata (il fiocco avvolto) non riusciamo a fare più di 3 nodi (non nella direzione di Hammamet ma più verso terra. non si può procedere così. (il comandante non lo dice ma pensa per un momento all'ipotesi di tornare indietro e farsi portare dal vento fino a quando cala. ma scarta l'idea.

si riapre il fiocco e si punta verso il largo con una bolina abbastanza aperta. si torna a 5/6 nodi. nel corso del pomeriggio si sono raggiunti anche i 7 nodi che per la barchetta è una ottima velocità.

il gps ci dà in arrivo per le 18.

verso le 17 la sventoalata è passata e il mare è ritornato 4.
facciamo molti calcoli con bussola da rilevamento per capire il momento migliore per virare e arrivare dritti con un sol bordo ad Hammamet.

alla fine l'azzecchiamo: viriamo di 90 gradi e siamo dritti sull'obbiettivo. sembra anche di vedere gli alberi delle navi al marina.
Fabio si sveglia e dice: come va, ragazzi?

quando gli raccontiamo cos'è accaduto non ci crede…

alle 18 siamo davanti al marina. arrotoliamo il fiocco, caliamo e imbraghiamo la randa. il vento soffia a raffiche daNE.
La stagione resta perturbata.

l'ipotesi di navigazione notturna verso Kelibia (altre 40 miglia) è scartata.comunque abbiamo fatto un buon tragitto (regolarmente registrato dal pc di Fabio)


entriamo in perfetto ordine al marina. ci viene incontro un gommone che ci guida al posto barca.
manovra di ormeggio a marcia indietro (perfetta). l'equipaggio si destreggia bene tra corpo morto, cime d'ormeggio, mezzo marinaio e parabordi da sistemare.
l'ormeggiatore prende lui i documenti per il marina e la polizia (molto efficiente e gentile).
viene attaccata subito la corrente elettrica in banchina. non funziona. ci mandano un elettricista che sistema tutto!!!

notazione di bordo: le mie nuove scarpe da barca cinesi comprate a Rovigo si sono dimostrate ottime.


Fabio va a prendere la tessera del bagno e la carta wifi. stanno preparando la cena post ramadan e gli danno solo la tessera del bagno pregandolo di passare più tardi.

andiamo tutti a lavarci perché siamo piuttosto salati.
dopo la doccia, ristorante meritato.
 il marina "più grande dell'Africa" è deserto come rimini fuori stagione.
su una bella barca c'è una gatta che allatta i suoi piccoli sdraiata su un gavone del pozzetto.


Dal siciliano (niente bevande alcoliche per ora "abbiamo fatto domanda") Davide rinuncia, ancora una volta al couscous royal per un piatto di penne ai frutti di mare.

domattina guarderemo il meteo e decideremo il da farsi. sappiamo già che il venerdì dovrebbe arrivare la sventolata da maestrale.

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