mercoledì 15 settembre 2010

Trapani

L'arrivo a Trapani è piacevole e la città splende sotto il sole. si vede Erice, si vedono bene le Egadi.
racconto ai ragazzi che anni fa ho comprato un libro dove si sostiene che tutta l'Odissea si svolge lì: l'antro di Polifemo a Erice, la grotta di Ulisse a Levanzo, i feaci a Marettimo, ecc.
Non ricordo se Trapani fosse Troia.
in ogni caso il nostro Ritorno si riempie di significati simbolici.

A trapani c'è un porto vero, con navi gigantesche. Il cantiere Miceli, dove andiamo noi è in fondo al porto. Abbiamo telefonato per informarli del nostro arrivo.
Al cantiere Miceli non c'è nessuno a dirci dove ormeggiare. ci mettiamo in fondo al pontile: ormai siamo di casa. dopo un po' arriva Bernardo, il meccanico tutto fare tedesco che parla siciliano. ci salutiamo cordialmente. Bernardo ci avverte che Schumi, il cane del cantiere di colore grigio e verde si è ammalato e purtroppo non c'è più. Povero Schumi. ma noi abbiamo una sua vecchia foto da pubblicare.

Invece vicino agli uffici  c'è ancora la profumata pianta di gelsomino che di notte dà al piazzale del cantiere una parvenza di giardino mediterraneo. Sul piazzale vediamo Babalù, un'altra barca ferrarese che quest'anno non è uscita.
Salutiamo anche il signor Miceli che mi spiega che Berlusconi è un imprenditore e quando tratta bene Gheddafi lo fa da imprenditore e poi arriva lavoro alle imprese italiane. forse non sa ancora che nella notte hanno sparato al peschereccio di Mazara del Vallo.

Con Fabio e Giovanni andiamo in rosticceria. La nostra preferita è chiusa per ferie. ce ne indicano un'altra vicina. è tardi ma riusciamo a mangiare 3 piatti di pasta, un secondo e una cassatella e bere 3 birre (rigorosamente alcooliche) e 3 caffé per 8 euro a testa.
Il resto del pomeriggio passa in pulizie. poi io e Fabio andiamo a Birgi col taxi (15 Euro a testa) per prendere l'aereo per Bologna che Giovanni aveva prenotato la mattina via internet. Lui preferisce restare a dormire in barca: prenderà quello del mattino dopo.
L'avventura è finita. e anche il blog, almeno per quest'anno.

simpatica sorpesa

Nei giorni scorsi avevo ricevuto un sms della mia amica Nunzia che diceva: "venerdì Massimo sarà a Trapani in barca con amici, ci sarà bel tempo?" io avevo risposto che le previsioni davano bel tempo.

Alle 9 ricevo un altro sms da Nunzia che ha letto il nostro blog: "Noi siamo in porto a Favignana e voi?" risposta: "noi siamo in vista di Favignana, tra un'oretta saremo lì".
le due barche si incrociano davanti a Favignana. la loro è molto bella e molto più grande della nostra: 16 metri con bandiera francese. vanno in una piccola baia di Levanzo a fare il bagno (perché la costa Nord di Favignana è esposta al mare che è tornato a crescere con la brezza del mattino). a bordo sono in tanti. li seguiamo. Siamo molto più vestiti di loro: ci prendono in giro.
Gettiamo l'ancora e mentre Giovanni fa il bagno io vado in visita a bordo portando dei datteri e un vasetto di mechouia.
Mi fa un effetto strano vedere appoggiati in coperta i quotidiani di oggi: come se fossero oggetti rari e preziosi abbandonati.


La barca è davvero molto bella e lo skipper gentile. i miei due amici giornalisti ci fanno molte feste. "ma che bravi, ce l'avete fatta..." una signora a bordo mi chiede: "25 ore? con qualche sosta durante il tragitto immagino..." ma è gentile e io non le rispondo che non abbiamo trovato autogrill aperti lungo la rotta...
Massimo mi chiede come mai non abbiamo issato a bordo il tender. effettivamente ci avevo pensato, ma il nostro tender è molto comodo e un po' sproporzionato alla barca. rovesciato a prua ci sta ma impedisce di muoversi agevolmnete e io temo che ci farebbe ingavonare.
Nunzia scatta una foto di Donna Rosa all'ancora: dice che una barca color glicine è inconfondibile. ed è vero, il colore originale del Grand Soleil 34 è più scuro ma stinge rapidamente ed è sempre più raro vedere dei Grand Soleil 34 con la vernice originale. Anche i Grand Soleil 34 sono diventati più rari. In Tunisia non ne abbiamo incontrato nemmeno uno. Quando l'abbiamo comprato nell'86 era una barca di stazza media molto famosa. ora è quasi sempre la più piccola barca dei porti. ma è solida e molto marina. e noi le vogliamo bene.

  Salutiamo i nostri amici e i loro amici e ripartiamo per Trapani dove siamo tutti ansiosi di mettere finalmente piede a terra. e anche farci una doccia.

la notte in mare

Quando mi alzo il sole sta tramontando. mi vesto seriamente per la notte: maglione, pantaloni lunghi, calze, berretto di lana e cerata completa. il mare sembra più tranquillo, il vento sta sotto i 12 nodi. prendiamo comunque una mano di terzaroli, perché è regola che di notte si viaggia a velatura ridotta (la Navy insegna). il motore sempre a 2600 giri.

A poppavia sul lato di sinistra c'è ancora la sagoma scura di Cap Bon, l'ultimo promontorio tunisino, a dritta si vede il profilo dell'isola di Pantelleria.
Il sole tramonta senza crepuscolo, si direbbe: scende sotto l'orizzonte e fa buio. "Ed è subito notte fonda..."

Ci sono luci e navi in giro. dalla parte di Pantelleria c'è una luce rossa molto alta circondata da altre luci bianche. procedendo ci sembrerà una piattaforma con navi vicine o attraccate.

Diversi carghi incrociano la nostra rotta. sarebbe un'occasione per Giulia di riconoscere le luci. di solito due luci bianche (nave più lunga di 50 metri) e la luce rossa o verde sul lato. se è verde e la nave compare a sinistra vuol dire che la prua della nave è nella stessa direzione della nostra prua, quindi le rotte si incrociano. si fanno un paio di rilevamenti: se l'angolo col passare del tempo si stringe, passa prima la nave. se si allarga, passa prima Donna Rosa. sono carghi grandi e veloci per cui compaiono, passano (per fortuna lontano) e scompaiono a dritta.

Si vestono anche fabio e giovanni. io e fabio indossiamo i giubbotti autogonfiabili che abbiamo appena acquistato: 270 newton, in grado di tener su un peso massimo.

non danno il minimo fastidio. ci attacchiamo anche gli ombelicali per andare eventualmente all'albero restando agganciati alla life line.

Per radio sentiamo uno dei carghi che in inglese chiama più volte i piloti del porto di Pantelleria senza avere nessuna risposta.

Ormai fa buio e non si riescono a distinguere le onde provocate dal passaggio del cargo dalle onde del mare che si è un po' alzato. a bordo arrivano spruzzi (qualche goccia anche dentro la barca per i passaggi dei cavi a piede d'albero), ma la situazione resta sostenibile.


A poppa c'è una bellissima mezza luna crescente, che però tramonta subito. il ramadan è iniziato con la luna nuova d'agosto, con la luna nuova di settembre è finito, ora il mese lunare ricomincia con una bellissima falce di luna.

Ma la notte non è completamente buia. la linea dell'orizzonte si continua a vedere ben oltre i 40 minuti del crepuscolo nautico che mi sarei aspettato. il cielo è molto terso (dopo una settimana che tira vento) e persino la via lattea lascia una scia luminosa sull'acqua.

Fabio si mette anche una lampada che lampeggia in caso di caduta a mare. poi si infila una lampada da testa per cui sembra più uno speleologo che un marinaio: ma ha un'aria molto professionale e molto "Glenans".

Si vedono le luci dei paesi più alti sull'isola di Pantelleria. dopo qualche miglio si intravede anche il bagliore del faro del porto di Pantelleria, ma per la nostra rotta resterà sempre sotto l'orizzonte: non più di un bagliore che gira nel cielo basso alla punta Nord dell'isola.

Calcoliamo che essendo vicini all'equinozio di autunno, la notte durerà molto più a lungo che non a fine luglio: circa 10 ore. dieci ore di buio sono molte. in dieci ore può cambiare molte volte la situazione. in caso di difficoltà penso che potremmo poggiare e con vento da dietro riparare a Pantelleria. ma spero di non doverlo fare perché a Pantelleria non credo che ci terrebbero la barca: fino all'anno scorso non c'erano marina o circoli nautici.

Verso le 2 ascoltiamo il bollettino delle 00 UTC. la situazione è brutta tra Corsica Sardegna e Baleari, ma più tranquilla sul tirreno. tranne che nello Stretto di Sicilia: NW 5 e mare molto mosso con tendenza NW 5. Noi continuiamo ad avere un Nord 3 sul naso che ci impedisce di aprire il fiocco.
il NW ci sarebbe più favorevole per andare dritto a Trapani. anche se alzerebbe molto il mare (e gli spruzzi).

Adesso avremmo un lungo periodo senza Meteo, fino alle 8 circa di domani.

La notte va avanti così (qualche spruzzo e molte onde con la cresta bianca, ma niente di preoccupante) per un paio d'ore.

verso le 3 vado a dormire. Giovanni sta sulla panca del pozzetto. Fabio è ben vigile.

Sottocoperta, malgrado i nostri sforzi c'è un caos impressionante: soprattutto un disordine ben mescolato con innumerevoli paia di scarpe ben sparse. li convinco a buttare gli avanzi del tonno e fagioli. e anche i resti della cipolla.

Sto sistematicamente lanciando messaggi spot: "Qui Donna Rosa: tutto bene" con latitudine e longitudine. sono mail che dovrebbero arrivare a Beda e a Eileen: ma non arriveranno tutti. soprattutto quelli notturni (e questo è grave, anche perché si tratta di un servizio a pagamento).
 
Questa volta mi addormento sul serio. coperto dal sacco a pelo e cullato dalla voce del bollettino Meteo e dalle chiamate generali di Mazara del vallo.

La notte nella quale attraversiamo lo stretto di sicilia è la stessa notte in cui i libici hanno mitragliato il peschereccio di Mazara. Molto più a Sud di dove navigavamo noi. Ma da parte di Radio Mazara non abbiamo sentito nulla, malgrado fossimo rimasti aperti sul canale 16. Strano.
Mentre è incredibile quante sciocchezze si sono scritte e dette sul tema. impossibile confondere un peschereccio italiano di 35 metri per una barcone che porta migranti clandestini. e in ogni caso: sparare su una nave è un'azione di guerra! le risposte dello Stato italiano sono state sinora ridicole e penose. penso che gli inglesi, al nostro posto,  avrebbero almeno mandato una nave da guerra a fare un giro nel golfo della sirte. Tanto per far capire che non avevano gradito. noi abbiamo detto stupidaggini per difendere i libici.

Quando mi sveglio e comincio a rivestirmi, verso le 5, mi avvertono che a dritta si vedono già le luci delle città siciliane della costa. Fantastico! l'equipaggio è su di giri, anche se mancano ancora molte ore all'arrivo. vedere la terra dove si sta andando è sempre un gran conforto.
Guardando a prua ci accorgiamo che si vede il lampo del faro di favignana che ancora non esce dall'orizzonte. e poi, la cosa più bella è l'apparizione delle luci della città di Erice, una specie di strada in discesa inconfondibile. Erice è molto alta e ancora lontana (almeno 30 miglia) ma lì sotto c'è la città di Trapani.

Dopo un'oretta, in anticipo sulle nostre previsioni, comincia a vedersi un certo chiarore a Est. forse avere l'orologio sull'ora di Tunisi ci ha fatto sbagliare i calcoli in peggio.
 
il mare si è un po' calmato e non ci sono più onde con schiuma bianca. Fabio ha stretto il vento e ora siamo in buona rotta su Favignana.
Diamo un'occhiata alla barca e ci pare che tutto sia in ordine. troviamo un piccolo pesce volante morto dopo essere saltato a bordo durante la notte senza che ce ne accorgessimo.
Ormai fa luce e l'equipaggio è di ottimo umore. cominciamo anche, lentamente, a toglierci quegli scafandri che avevamo indossato durante la notte.

adesso il mare è quasi completamente calmo e si vede con nettezza il profilo dell'isola di Favignana. La giornata è bella, decidiamo di andare lì in una baia a fare un ultimo bagno.
Sono passate circa 25 ore dalla nostra partenza da Yasmine Hammamet. abbiamo percorso circa 130 miglia con condizioni non ideali ma ce l'abbiamo fatta. il programma di navigazione di Fabio ha registrato la nostra rotta vera.
Giulia, cos'è la rotta vera? "La rotta vera è l'insieme dei punti di una carta (latitudine e longitudine) su cui effettivamente passa la nave". Bene.

martedì 14 settembre 2010

il ritorno

ore 8, salpiamo dal porto di Yasmine Hammamet e dai suoi giganteschi catamarani.

tutto a bordo è stato stivato al meglio in modo da non sbattere alla prima  ondata. anche sotto coperta la dispensa è stata chiusa, il frigo pure, le posate, i bicchieri e le tazze. abbiamo una cabina vuota a prua in cui mettere tutto ciò che non è indispensabile avere a portata di mano.
Fabio apre il suo pc e lancia un programma di navigazione con antenna gps. così abbiamo due plotter che ci dicono dove siamo, dove stiamo andando, la velocità, la rotta, quanto manca all'arrivo.
mettiamo due life line di sicurezza stese e ben cazzate tra le bitte di prua e poppa a babordo e tribordo.
In caso sia necessario andare a prua ci agganceremo alle life line. ma è meglio non dovere andare a prua, specie di notte.



Fuori dal porto di Yasmine Hammamet c'è mare calmo. al largo si vedono onde abbastanza alte. non c'è vento. ci mettiamo in rotta per 45. passeremo molto vicino al paese di Hammamet che termina il grande golfo che inizia a Sud dalla città di Monastir.
è domenica, ma non ci sono molte barche in giro. un grande yacht a motore con bandiera inglese esce dal marina e si dirige a gran velocità verso Nord. alla nostra altezza si ferma di colpo e viene raggiunto da una vedetta della Garde Nationale, poi dopo quello che sembra un controllo riparte e poco dopo è già lontano.

Ascoltiamo il meteo italiano nuovo delle 6 UTC. continua a dire che nello stretto c'è NW 5 e mare molto mosso in attenuazione.
Per ora c'è appena un po' di onda oltre la punta di Hammamet verso Kelibia. teniamo le saracinesche aperte perché la barca è stabile.
Issiamo la randa e procediamo a motore. facciamo 5,8 nodi: a volte raggiungiamo i 6. in mare ci sono molte meduse. ci sono molte bottiglie di plastica con lenze lasciate dai pescatori: alcune hanno foglie di palma legate in superficie. ci hanno spiegato che ci sono pesci che cercano l'ombra in mare e le foglie di palma fanno ombra. 
manteniamo la rotta che correggiamo solo per evitare le diverse tonnare segnalate da boe cardinali. la vista di una boa cardinale genera sempre le stesse domande: dice di passare a Est o passare a Ovest?

piano piano la nostra rotta si allontana dalla costa: le onde crescono un po' ma il vento resta basso e soprattutto viene da Nord e non da Nord Ovest. Non riusciamo ad aprire il genoa. ci proviamo ma prende il vento dalla parte sbagliata: ci mettiamo alla cappa senza volere...
procediamo ancora con motore e randa, ma siamo veloci, questo è quello che conta. prima o poi arriverà il vento.

verso le 11 scendo a dormire. restano di guardia Fabio e Giovanni. siamo d'accordo che mi chiamano se il vento rinforza oltre i 15 oppure se cambia direzione.
mi metto nella cabina di prua. si sta benissimo: si dondola per il beccheggio, ma non troppo. il rumore dell'acqua che scorre rilassa e concilia il sonno.  ma non riesco a dormire perché una mosca mi disturba. è piccola, veloce e insistente, non riesco a prenderla. abbiamo a bordo due o tre mosche africane che non ci lasciano. le porteremo in Italia.

quando mi alzo la situazione è immutata. si sbatte un po' ma l'andatura è sostenibile. il vento è ancora basso e continua a soffiare da Nord. Fabio e Giovanni hanno stretto il vento per non andare troppo fuori rotta.
Decidiamo di mangiare. Fabio prepara dei piccoli panini di sardine in scatola olio e limone. le chiama le "ostriche dei poveri". ma il piatto forte sarà tonno, fagioli bianche e rossi, un cucchiaio di mechoua e, per chi vuole, cipolle.
mangiamo poco.
si decide di tenere il resto del tonno e fagioli per le prossime ore e appetiti che immaginiamo verranno.

 L'andatura della barca continua così per le prime 8 ore: motore, randa, 5,5 nodi in media, vento di fronte e mare più al traverso da sinistra.
Appena passiamo oltre Kelibia il mare si fa più mosso con onde da Nord Ovest e qualche spruzzo, il vento apparente sale a 12, 13 nodi ma da Nord e non Nord Ovest. Bisogna allargare di una decina di gradi. il gps ci dà in arrivo per le 11/12 del giorno dopo. stiamo perdendo tempo.
bisogna scegliere se sbattere meno, andare più veloci e allontanarsi dalla rotta ideale o prendere onde e spruzzi e ridurre la velocità. cerchiamo il compromesso migliore.

è buffo osservare come in mare sembra di aver già superato un capo (in questo caso Cap Bon) mentre guardando il plotter si vede che non lo si è superato affatto.
man mano che saliamo oltre il capo il mare cresce. ma non è mare spinto dal vento che resta costante. è mare della burrasca dei giorni precedenti. con poche onde che frangono. ogni tanto si vede qualche onda più piccola che viene dalla direzione del vento.

il bollettino di mezzogiorno (ascoltato via vhf alle 14) conferma ancora una volta una situazione che non c'è: NW5 e mare molto mosso. anche nel vicino Tirreno meridionale settore Ovest ci dovrebbe essere NW5.
nel corso della traversata gli avvisi di temporali isolati sullo Ionio e basso Adriatico vengono cancellati. si comincia ad accennare a colpi di vento e burrasche nel mare di Corsica. Ma è troppo a Nord per interessarci.
Anche Radio Mazara del Vallo fa diverse chiamate generali di Securité per aggiornare gli avvisi di burrasca e vento forte ma riguardano mari lontani: Alboran, Nord Baleari, Bonifacio, Adriatico centrale, Otranto.
c'è instabilità sul Mediterraneo e sul Tirreno centrale. I colpi di vento sono tutti da N NW: ci sarebbe spazio per un po' di maestrale qui da noi, ma non c'è.

Continuiamo a non mangiare molto. ognuno, quando scende prende un biscotto o mangia qualche dattero. beviamo i succhi di frutta che avevamo acquistato il giorno prima.
Non si ascolta musica. ci accompagnano per tutto il viaggio la lettura in continuo del bollettino sul canale 68 e le chiamate generali di aggiornamento di Mazara Radio. La colonna sonora è un po' ossessiva.

un'onda più forte delle altre fa saltare la lampada solare che abbiamo su un'asta a poppa. la perdiamo in mare. era una lampada da giardino da 10 euro ma svolgeva bene il suo compito di luce di fonda: la ricomprerò.

ogni tanto ci sono dei treni di onde più alti che mandano a bordo /e addosso a noi) qualche spruzzo. ormai abbiamo chiuso tutti gli osteriggi. entra acqua da alcuni punti della coperta. li segnalerò in cantiere. controllo il motore che sta girando da ore a 2600 giri con una temperatura costante di 85 gradi. Ottimo. a poppa il gommone si lascia trainare docilmente, senza strappi e senza appesantirci troppo.

sono l'unico che verso le 16 si fa un caffé. Giovanni dorme disteso in pozzetto. Fabio scende a riposare.
(meno di 3 ore, questa volta)

siamo fuori rotta di 20 gradi ma l'andatura è veloce. andiamo così per un paio d'ore. quando mi viene sonno (la notte prima ho dormito solo fino alle 2.30 quando si sono alzati i ragazzi) chiedo a Fabio di sostituirmi in pozzetto.
mi metto a dormire nella dinette, perché a prua non è più possibile: troppe oscillazioni. ma anche nella dinette si sbatte molto e fatico a prendere sonno. Fabio preferisce stringere il vento, così i movimenti della barca aumentano. ma è giusto che sia chi sta pilotando a decidere la rotta giusta.

sabato 11 settembre 2010

domenica 12 ore 7.30

i ragazzi sono partiti questa notte. i bollettini sono buoni (vento da NW 5 e mare molto mosso in diminuzione). stiamo facendo le pratiche in polizia e dogana per lasciare il paese. ci spostiamo sull'apposito molo.
abbiamo il serbatoio della nafta pieno (100 litri) e una tanica da 30. decidiamo di non comprarne altra.
viene a fare la visita della dogana a bordo una signora in divisa. è gentile. ci chiede dove sono gli apparati elettronici (radio, gps) che avevamo dichiarato due anni fa all'ingresso. glieli mostro.
mi scuso per il disordine. la signora in divisa scherza: "quando non ci sono donne a bordo..."
la salutiamo e ci prepariamo a partire per tornare a Trapani (inscialla): 133 miglia per 44 gradi. tempo previsto, 24 ore circa.
alla prossima...

sabato 11, sera

purtroppo Giulia e Davide non possono restare con noi anche domani. è un peccato perché pensiamo finalmente di attraversare. loro partiranno con un taxi per l'aeroporto questa notte alle 2.45 per un'aereo alitalia delle 5.25. a quell'ora noi andremo a fare i documenti e intorno alle 4 partiremo (io Fabio e Giovanni) nella speranza che i bollettini delle 18 di oggi e delle 00 questa notte confermino il calo del vento e del mare nello stretto di Sicilia. altrimenti torniamo ad Hammamet.

messaggio per Paco e Pepe

Cari Paco e Pepe, guardate cosa abbiamo visto a bordo di una barca vicina alla nostra. due vostri gemelli tunisini che se ne stanno tranquilli a dormire sul pagliolo del pozzetto come se niente fosse. se vi venisse  voglia di provare, magari l'anno prossimo, noi vi insegneremmo quello che si deve sapere per essere "veri gatti di mare". a presto
.

ore 11

ore 11

abbiamo controllato i meteo delle 6.

nello stretto il Meteoam riporta mare agitato.


il Lamma toscano pure.


il bollettino appeso in capitaneria dice Très Agitée

quindi questa mattina non si parte.
tuttavia sono fenomeni in attenuazione e c'è ancora una finestra teorica aperta tra questa notte e la notte tra lunedì e martedì.

sabato 11 ore 08

sabato ore 8

la mattina è fresca e il maestrale (sembra) in calo.
sto scrivendo dalla mia cabina e forse riesco anche a postare: una vera pacchia.

ieri abbiamo visitato Cartegeland, una specie di Gardaland su Cartagine e le guerre puniche con tanto di elefanti di carta pesta e Annibale e tutto il resto. non siamo entrati perché era a pagamento e ci pareva, onestamente, assurdo.
accanto a Cartageland c'è una medina finta ricostruita che svolge le funzioni di una medina vera. all'interno ci sono molti ristoranti e bar tra cui anche una riproduzione del Cafè des Nattes di Sidi Bou Saìd.
è un misto tra l'Italia in miniatura e una Las Vegas per poveri. c'è pieno di gente ma non sono turisti. ogni locale ha un suo spettacolo.

i ristoranti non ci attirano per cui torniamo verso il marina. andiamo a mangiare un buon couscous alla Bouillabaisse, vicino all'entrata. a tavola ripassiamo la teoria dell'uomo a mare. l'argomento non è di buon augurio ma può essere molto utile. ci sono diverse scuole di pensiero su come recuperare l'uomo a mare. le analizziamo una per una: strambare subito, non strambare mai, ecc.
alla fine optiamo per una soluzione più domestica.
1. tirare il salvagente con cima e urlare uomo a mare
2. chi lo fa non lo perde mai di vista e lo indica sempre con il braccio teso all'equipaggio intento alla manovra (non deve fare assolutamente altro).
3. qualcuno preme il pulsante MOB sul Gps
4. si mollano le drizze delle vele e con vele in bando si accende il motore e si va a recuperare l'uomo cercando di fermarsi vicino a lui e portarlo a poppa.
5 si può anche usare il gommone.

Naturalmente tutto ciò dipende dalle condizioni del mare e se è giorno o notte. ma la soluzione adottata ci sembra la più veloce per evitare di fare troppi bordi e passare accanto all'uomo a mare con la barca in movimento e magari il mare formato.

venerdì 10 settembre 2010

considerazione pseudofilosofica

Ad andar per mare si imparano due nozioni fondamentali. la prima è che non si è  onnipotenti. ci sono delle cose che si possono fare e altre che non si possono fare: situazioni che si possono affrontare e altre in cui è meglio recedere. e tornare indietro o cambiare direzione rispetto a quella inizialmente scelta è la cosa più intelligente (e responsabile) da fare (per la sicurezza dell'equipaggio, della barca e propria). l'orgoglio non c'entra e può far male. la coerenza diventa segno di poca saggezza.

la seconda cosa che si impara è che ciò che fa la differenza tra il possibile e l'impossibile, tra il proseguire e il recedere o il cambiare progetto (cambiare la propria rotta) è prevalentemente (se non esclusivamente) il tempo atmosferico.


Quando si sta a terra o in città queste cose sembrano inimmaginabili. Vado in centro a piedi e ci arrivo comunque, anche se piove e tira vento. Domani parto e vado in Germania o in Francia. Lo posso comunque fare: qualsiasi sia il tempo atmosferico. Posso prendere un aereo, un treno, un'auto e (a meno di casi eccezionali come l'eruzione di un vulcano islandese, possibili ma non frequenti) riesco a raggiungere il mio scopo. già per l'uomo di campagna era diverso. domani semino, se la stagione è buona, raccolgo, se non piove ecc.
Per l'uomo di mare tutto è dipeso, per millenni, dal tempo. provo ad andare verso Nord e invece vado a Sud perché il vento è contrario. oppure mi fermo e aspetto.
Chi naviga con barche da diporto di 10/12 metri, vive nelle stesse condizioni dei marinai dell'antichità. Ha moltissime informazioni in più, può prevedere con una certa precisione cosa accadrà, può vedere i sistemi nuvolosi attraverso gli occhi dei satelliti, ma si deve fermare se il vento è contrario. e deve modificare le proprie decisioni. Avere un buon motore a bordo è un grande aiuto ma una barca a motore non va contro un mare molto mosso e un vento forza 6.




Ora siamo in questa situazione. siamo fermi ad Hammamet col maestrale forte. in giornata (dai Meteo) capiremo se è possibile riportare "Donna Rosa a Trapani" come titola il blog. oppure fermarla di nuovo qui per qualche mese. e riparlarne l'anno prossimo.
in teoria c'è un corridoio spaziotemporale favorevole tra le prime ore di domenica e le prime ore di lunedì. un momento in cui il mafie è 4 e il vento è moderato. si balla ma è fattibile. prima e dopo no. per decidere non ci resta che aspettare.

ore 17

abbiamo mangiato in barca la solita, ma buona, insalata mechoua (dolce ma piccante).
il maestrale è ancora forte.
dal meteo delle 12 sembra che ci sia una finestra decente domenica.
questa sera controlliamo e decidiamo le partenze di tutti.

venerdì 10

non è san martino ma il maestrale urla. (e il mare, supponiamo, biancheggia)
questa notte ha fatto freddo. ora il cielo è molto azzurro con molte nuvole bianche, grigie e nere che passano veloci.

è una legge ferrea in mediterraneo: se tira maestrale fa freddo, anche se sei in Africa.
le raffiche continuano a emettere un suono di canna d'organo bassa.

abbiamo consultato i nuovi meteo che non annunciano niente di buono. ci son o temporali sparsi sullo stretto di sicilia e soprattutto burrasca da NW forza 7.la prima finestra per la traversata prevista è sabato sera a mezzanotte. la nostra traversata è in forse. guarderemo i prossimi bollettini delle 12 e delle 18 e poi decideremo. l'equipaggio sta valutando cosa fare (e qualcuno guarda già gli aerei da Tunisi).


anche io comincio a essere pessimista.

ieri sera Luca su skype mi ha fatto una tipica domanda di famiglia: a che ora pensi di arrivare a Trapani. io gli ho dato una tipica risposta da marinaio: circa 24 ore dopo la partenza.

prima che l'equipaggio cambi di umore devo risollevarlo. penso che li porterò a un grande supermercato monoprix che c'è qui vicino a fare acquisti per regali e magari, nel pomeriggio o domattina al museo del Pardo a Tunisi.

contrordine. non si trovano auto a noleggio perché, ci spiegano, sono tutte già impegnate perché oggi e domani è "l'Aide" (grafia incerta) la festa che termina il ramadan.

all'una viene a piovere e ci chiudiamo tutti in barca come se fossimo nel golfo del quarnaro durante un agosto piovoso.

all'una e dieci tutto è finito.

giovedì 9

finalmente alle 9 siamo partiti. dopo aver rifatto il giro degli uffici della capitaneria e guardia nazionale, perché "il faut écrire chaque jour"
l'uscita dall'ormeggio l'abbiamo fatta a mano : tonneggiandoci nel canale stretto.
fuori dal porto il mare non è bello e il vento tira da NE.
issiamo la randa con una mano di terzaroli e apriamo il genoa nuovo, tagliato alto, per venti forti, che ieri sera abbiamo prudentemente inferito al rollafiocco, togliendo il nostro genoa classico con la banda azzurra che ha cucito un velaio turco di Bodrum.

comincia una navigazione accettabile (malgrado il mare e il vento) verso Al Kantawi e Hammamet, aspettando il maestrale che dovrebbe tirare nel pomeriggio.
procediamo a 5.5 nodi, grazie al motore, perché il vento non raggiunge i 9 e ce l'abbiamo praticamente contro.
Al Kantawi  la passiamo alle 11.30.

le condizioni sono discrete e siamo ottimisti: il vento tira ancora da Nord NE forza 3/4 il mare ci fa sbattere ma non più di tanto. siamo costretti a stare più sottocosta del dovuto.

alle 16 il vento rinforza sempre da Nord. attorno a noi si accumulano nuvole scure. cade anche qualche goccia. ci mettiamo le cerate. intanto Fabio dorme.

il vento rinforza e il mare si alza. decidiamo di prendere la seconda mano di terzaroli ma la randa si strappa poco sopra la brancarella dove è inferita la borosa.
porca vacca!!

mettiamo 3 mani di terzaroli con un po' di difficoltà. la bracarella della terza mano colpisce il comandante sulla tempia con un colpo di frusta, ma non è niente. poi un'onda lo sbilancia. quando torna in pozzetto si raccomanda che in caso di uomo a mare gli si lanci subito salvagente e gommone…

Giulia dice: se cadi privo di sensi mi butto anche io. il comandante ricorda saggiamente che due uomini a mare sono molto peggio di uno.

abbiamo una randa grande come quella di un laser


il mare si ingrossa e le pecorelle di schiuma aumentano

con il motore che spinge, la randa terzarolata (il fiocco avvolto) non riusciamo a fare più di 3 nodi (non nella direzione di Hammamet ma più verso terra. non si può procedere così. (il comandante non lo dice ma pensa per un momento all'ipotesi di tornare indietro e farsi portare dal vento fino a quando cala. ma scarta l'idea.

si riapre il fiocco e si punta verso il largo con una bolina abbastanza aperta. si torna a 5/6 nodi. nel corso del pomeriggio si sono raggiunti anche i 7 nodi che per la barchetta è una ottima velocità.

il gps ci dà in arrivo per le 18.

verso le 17 la sventoalata è passata e il mare è ritornato 4.
facciamo molti calcoli con bussola da rilevamento per capire il momento migliore per virare e arrivare dritti con un sol bordo ad Hammamet.

alla fine l'azzecchiamo: viriamo di 90 gradi e siamo dritti sull'obbiettivo. sembra anche di vedere gli alberi delle navi al marina.
Fabio si sveglia e dice: come va, ragazzi?

quando gli raccontiamo cos'è accaduto non ci crede…

alle 18 siamo davanti al marina. arrotoliamo il fiocco, caliamo e imbraghiamo la randa. il vento soffia a raffiche daNE.
La stagione resta perturbata.

l'ipotesi di navigazione notturna verso Kelibia (altre 40 miglia) è scartata.comunque abbiamo fatto un buon tragitto (regolarmente registrato dal pc di Fabio)


entriamo in perfetto ordine al marina. ci viene incontro un gommone che ci guida al posto barca.
manovra di ormeggio a marcia indietro (perfetta). l'equipaggio si destreggia bene tra corpo morto, cime d'ormeggio, mezzo marinaio e parabordi da sistemare.
l'ormeggiatore prende lui i documenti per il marina e la polizia (molto efficiente e gentile).
viene attaccata subito la corrente elettrica in banchina. non funziona. ci mandano un elettricista che sistema tutto!!!

notazione di bordo: le mie nuove scarpe da barca cinesi comprate a Rovigo si sono dimostrate ottime.


Fabio va a prendere la tessera del bagno e la carta wifi. stanno preparando la cena post ramadan e gli danno solo la tessera del bagno pregandolo di passare più tardi.

andiamo tutti a lavarci perché siamo piuttosto salati.
dopo la doccia, ristorante meritato.
 il marina "più grande dell'Africa" è deserto come rimini fuori stagione.
su una bella barca c'è una gatta che allatta i suoi piccoli sdraiata su un gavone del pozzetto.


Dal siciliano (niente bevande alcoliche per ora "abbiamo fatto domanda") Davide rinuncia, ancora una volta al couscous royal per un piatto di penne ai frutti di mare.

domattina guarderemo il meteo e decideremo il da farsi. sappiamo già che il venerdì dovrebbe arrivare la sventolata da maestrale.

giovedì 9 settembre 2010

aggiornamento ore 8

controllati tutti i bollettini possibili immaginabili. la situazione è sempre quella: N e NW forza 4 mare o 3 o 4. dovremmo averlo proprio di fronte ma la situazione sembra sostenibile.

al massimo ci bagnamo un po'. partiremo per le 9. faremo rotta verso yasmine hammamet. se la situazione peggiora a 2 ore da qui c'è l'accogliente porto di el kantawi. altrimenti fra sette ore arriviamo ad hammamet. se la situazione dovesse essere più facile del previsto proviamo a spingerci fino a kelibia.
domani comunque non si naviga perché rafforza il maestrale.
al prossimo aggiornamento.

mercoledì 8 settembre 2010

giovedì ore 3.20

ho messo la sveglia alle 4 per vedere che tempo fa. ma l'ora del cellulare era puntata su quella italiana così sono le 3 di notte di giovedì 9. un po' presto per partire. fabio si è alzato con me ed è lì in pozzetto ad annusare la situazione. mi vesto e vado al ristorante Central dove il wireless funziona ancora. non c'è nessuno. consulto i vari meteo di previsione ma c'è poco da consultare: il vento soffia da Nord e le varie cime e sartie tintinnano in tutto il porto. l'ultimo bollettino è di mezzanotte. dice: Forza 4 da Nord e mare mosso nello stretto di Sicilia. tendenza più o meno uguale. passa una ragazza che guarda davanti a sé e non saluta. poi due uomini. controllo gli altri meteo. la sostanza è che oggi giovedì sembra impegnativo ma fattibile il trasferimento verso Yasmine all'interno del golfo di Hammamet. contro vento. domani è da evitare. poi sembra che la situazione migliori tra sabato e domenica, per l'eventuale traversata verso Trapani o Pantelleria-Trapani.
 il cielo è stellato, il mare è (effettivamente) mosso.
la cosa migliore mi sembra sia quella di aspettare le 6 e tornare a verificare la situazione e le previsioni.
notte.

mercoledì 8

ieri sera, alle 11 precise è arrivato l'equipaggio nuovo: Fabio, Giovanni, Giulia e Davide. Anna all'ultimo momento non è potuta venire per un impegno di lavoro improvviso a Bologna. Aveva già comprato una cerata nuova da Decathlon: povera… a lei i nostri saluti.

questa mattina ha piovuto leggermente, ma la pressione sta aumentando: per fortuna non troppo in fretta. ho pensato che il momento giusto per partire potrebbe essere domattina verso le 4, in modo da fare la prima navigazione di giorno. di giorno, come si sa, tutti i santi aiutano…
dipende, ovviamente, da cosa succede nel pomeriggio. però ho notato che dalle 2 di notte di solito si ferma il vento.

oggi guardiamo di nuovo il meteo.

dobbiamo fare molte cose: nafta, spesa, cambio euro, registrare il nuovo equipaggio in capitaneria polizia ecc., pulire a bordo e altro

mentre andiamo in città notiamo all'ingresso del ribat una nuova statua di cui non sappiamo il significato

martedì 7 settembre 2010

divagazioni

sul marina di Monastir che è vicino all'aeroporto passa un aereo in discesa ogni 5 minuti, dalle 6.30 del mattino fino alle 10 e poi, più radi, per tutto il giorno. il marina è chiaramente in linea con la traiettoria di discesa sul vicino aeroporto Habib Bourghiba.
ricordo molti aeroporti visti dalla barca. Il primo a Nizza, che è talmente sul mare che da lontano sembrava gli aerei rullassero sull'acqua. Poi quello di Palma de Majorca dove sono arrivato una notte seguendo la scia delle centinaia di charter che scendevano sull'isola. e quello internazionale di Atene. Anche qui un arrivo di notte. la ricerca del faro rosso dell'imboccatura del marina che stava giusto davanti all'aeroporto con tutte le sue luci non è stata facile. penso che senza gps sarei ancora a cercare di individuarlo.
per non dire del piccolo aeroporto di Skiathos, nelle sporadi settentrionali, dove, ballando per il meltemi, scendevano aeroplanini di linea così piccoli che invidiavo il fatto di essere in barca, ben ancorato in baia.

all'esame per patente nautica insegnano a fare a meno del gps perché, dicono, si può rompere. è vero. nel dubbio quest'anno a bordo ne abbiamo 4 (più quello incorporato nell'Iphone) di cui 3 con plotter grafico…
difficile che ci sfugga Pantelleria o Trapani.

ore 16.30 locali. si comincia a stare bene a bordo: solo 36 gradi. pressione 1003 mb, vento più costante da NE, 15 nodi. il porto ha ricominciato come i giorni scorsi a far tintinnare le sartie e suonare come flauti i boma e gli alberi.
mi manca il mio flauto.

è il momento di farsi un té.

poi comincerò a pulire. sono incerto se lasciare il tendalino per la notte oppure no: c'è molto umido e quindi potrebbe servire. magari qualcuno preferisce dormire fuori. ma col tendalino non riesco a lavare bene la barca come vorrei. è una buona scusa per non farlo.

tornando all'aeroporto di Monastir, è un vero peccato che l'Italia sia così mal collegata con la Tunisia. Tunisi è a un'ora scarsa da Fiumicino, il paese è interessante e ricco di monumenti storici, tutto costa la metà che da noi. potrebbero esserci delle relazioni molto più strette con reciproca soddisfazione. invece ci sono un sacco di russi. che evidentemente scendono da quegli aerei che mi passano continuamente sopra la testa.

ho sentito Fabio, sembra che il loro aereo da fiumicino sia puntuale. avvertirò il signor Soussi che li va a prendere con un cartello con scritto su Donna Rosa.

devo ricordarmi di inserire nei messaggi di Spot (il comunicatore satellitare che dice dove siamo a una serie di indirizzi prestabiliti) l'indirizzo mail di Eileen e di togliere quello di fabio che dove siamo dovrebbe saperlo da solo.

raffiche a 18 nodi: tolgo il tendalino.
si rannuvola. ma non piove.

mi vado a fare una doccia e a mangiare qualcosa al ristorante "Le central". parlo con Eileen via skype. le previsioni sono pessime fino a lunedì.

intanto Fabio mi informa che sono atterrati quasi puntuali

preparazione (più psicologica che reale)

avrei qualche lavoretto da fare, ma non ne ho voglia. tutto fa caldo e costa fatica. qui sotto sono caldi i paglioli di legno, per non parlare delle parti di metallo. anche dai rubinetti all'inizio esce acqua calda (non mi era mai successo). mi riparo un po' perché ho messo il tendalino ben steso sopra la coperta questa mattina presto. è una tenda che ha 25 anni ma ancora incredibilmente bianca. l'ho fatta fare da dei tappezzieri nautici di Lavagna. nella barca qui di fronte la signora francese ha cucito lei un bel tendalino a righe bianche e azzurre con tanto di macchina da cucire elettrica.

prima che arrivino i ragazzi farò il pieno d'acqua fresca nei serbatoi. e darò una bella pulita interna ed esterna. ma lo faccio più tardi, col fresco. vorrei anche cambiare la cima di traino del gommone, perché la sua si è consumata. penso di metterne una doppia in modo da rendere più facile lo spostamento del gommone dal bordo sopravvento a quello sottovento in navigazione. a 5 nodi di velocità spostarlo da una parte all'altra non è così agevole. se c'è mare è pericoloso.

Fabio vuole mettere una ife line per sicurezza, come gli hanno insegnato ai Glenans. io non ne ho mai messe, ma mi sta bene. spero non ne voglia mettere 2 e che la voglia tenere solo di notte (ma non credo). in ogni caso, cercherò di evitare che ci siano motivi per andare a prua se c'è mare formato.

dovremmo essere in 6. a bordo ci sono 7 lettini. in ogni caso, a parte le notti in porto. in navigazione si dorme a turni e quindi non c'è problema.
io dormo nella mia vecchia cabina dello skipper a poppa e lascio il soggiorno e la prua a loro.

decideremo insieme le squadre. domani abbiamo tutto il tempo per la teoria e le esercitazioni.
dovremo anche fare nafta (solo la mattina) ma preferisco andarci col gommone e una tanica. ne ho già due piene a bordo.

ieri ho acceso il motore e tutto è andato alla perfezione: accensione e raffreddamento. ho dato un'occhiata alla sentina motore e non ci sono perdite di nessun tipo. neppure ci sono più le macchie di sale dell'anno scorso. segno che il meccanico di Hammamet ha chiuso bene la scatola della girante.

domani dovremmo anche fare una spesa di sicurezza: per tutte le eventualità .il frigo funziona ottimamente e si può stivare molta roba. in navigazione di solito non si ha molto caldo. nel caso, preferirei patire il caldo che non il freddo.

ho provato la pompa di sentina elettrica che funziona bene. le luci a bordo pure.
non si dovrebbe dirlo ma sembra che anche tutti gli apparati elettronici vadano bene.

ore 15. la pressione continua ad abbassarsi e la temperatura ad alzarsi: 1004 millibar e 38,5 gradi. il vento soffia a sbuffi deboli da SE.
ho l'impressione che anche il mio Mac faccia caldo. Ma non è un'impressione, è rovente.
stranamente non ho sete. mi sono fatto una busta di polase e sto bene così. però non ho mangiato quasi niente. dovrei fare una spesa, ma la faremo tutti insieme domani. tè e caffè ce n'è in abbondanza per tutti.

vigilia

7 settembre, sono le 14.30 ora tunisina. in barca ci sono 38 gradi. fuori arrivano sbuffi di scirocco. in cielo c'è una nuvolaglia bianco grigia che si avvicina da Nord. ho parlato con il proprietario dell'Allber Rassy 46 piedi incontrato un mese fa. lui lo lascia qui e torna domani in aereo. ci siamo scambiati qualche informazione sul tempo. c'è una perturbazione sull'Italia (dove, sembra sia già autunno) e quindi qui giù tira a scirocco. man mano che la perturbazione passa e si ristabilisce l'alta pressione, il vento girerà a maestrale. pare che per il week end in italia faccia di nuovo bel tempo. mi pare che la sua sintesi sia buona. tutto sta capire quanto forte sarà lo scirocco e quanto forte e lungo sarà il maestrale che lo segue.
questa sera arriva l'equipaggio per la traversata. sono pronti a sopportare un po' di mare ma non voglio buttarli in mezzo al canale di Sicilia con il mare agitato e il vento forza 7 (da qualsiasi direzione provenga).
controllerò ancora i diversi meteo questa sera. ma la situazione è quella descritta dallo skipper dell'Allber Rassy. Più analiticamente ci dovrebbero essere delle finestre di 12 ore nei prossimi giorni con condizioni praticabili. vedremo.
la mia idea ora è di provare domani sera o al massimo giovedì mattina presto a costeggiare verso hammamet. sia da SE che da NW dovremmo essere un po' più protetti. Da SE abbiamo il mare e il vento da dietro, si dondola (magari si vomita) ma non ci si bagna troppo. se tira già da NW l'abbiamo dritto in fronte ma non fa in tempo ad alzare molto mare perché siamo sotto costa.
andiamo verso hammamet che sta a 7 ore di navigazione (40 miglia) e vediamo. alle brutte ci fermiamo a el Kantawi. se va bene arriviamo ad Hammamet Yasmine. c'è anche un'ipotesi teorica che vada tanto bene da arrivare anche a Kelibia: 12 ore di navigazione per 65 miglia. nel caso poi si potrebbe andare su Pantelleria o direttamente su Trapani.
fingerò di essere molto democratico ed esporrò le diverse alternative, lasciando intuire le mie preferenze
vedremo. non sarà facile. su un equipaggio di 5 persone ci sono 2 ingegneri e un chimico…
(un ingegnere informatico,  e un organizzativo aziendale: ce ne fosse uno nautico sarei più tranquillo…)

questa sera faccio il pieno di bollettini e poi consulto l'equipaggio. se sono d'accordo domani 8 settembre o massimo giovedì si va fuori a provare e si vede. spero in un armistizio metereologico...