mercoledì 15 settembre 2010

Trapani

L'arrivo a Trapani è piacevole e la città splende sotto il sole. si vede Erice, si vedono bene le Egadi.
racconto ai ragazzi che anni fa ho comprato un libro dove si sostiene che tutta l'Odissea si svolge lì: l'antro di Polifemo a Erice, la grotta di Ulisse a Levanzo, i feaci a Marettimo, ecc.
Non ricordo se Trapani fosse Troia.
in ogni caso il nostro Ritorno si riempie di significati simbolici.

A trapani c'è un porto vero, con navi gigantesche. Il cantiere Miceli, dove andiamo noi è in fondo al porto. Abbiamo telefonato per informarli del nostro arrivo.
Al cantiere Miceli non c'è nessuno a dirci dove ormeggiare. ci mettiamo in fondo al pontile: ormai siamo di casa. dopo un po' arriva Bernardo, il meccanico tutto fare tedesco che parla siciliano. ci salutiamo cordialmente. Bernardo ci avverte che Schumi, il cane del cantiere di colore grigio e verde si è ammalato e purtroppo non c'è più. Povero Schumi. ma noi abbiamo una sua vecchia foto da pubblicare.

Invece vicino agli uffici  c'è ancora la profumata pianta di gelsomino che di notte dà al piazzale del cantiere una parvenza di giardino mediterraneo. Sul piazzale vediamo Babalù, un'altra barca ferrarese che quest'anno non è uscita.
Salutiamo anche il signor Miceli che mi spiega che Berlusconi è un imprenditore e quando tratta bene Gheddafi lo fa da imprenditore e poi arriva lavoro alle imprese italiane. forse non sa ancora che nella notte hanno sparato al peschereccio di Mazara del Vallo.

Con Fabio e Giovanni andiamo in rosticceria. La nostra preferita è chiusa per ferie. ce ne indicano un'altra vicina. è tardi ma riusciamo a mangiare 3 piatti di pasta, un secondo e una cassatella e bere 3 birre (rigorosamente alcooliche) e 3 caffé per 8 euro a testa.
Il resto del pomeriggio passa in pulizie. poi io e Fabio andiamo a Birgi col taxi (15 Euro a testa) per prendere l'aereo per Bologna che Giovanni aveva prenotato la mattina via internet. Lui preferisce restare a dormire in barca: prenderà quello del mattino dopo.
L'avventura è finita. e anche il blog, almeno per quest'anno.

simpatica sorpesa

Nei giorni scorsi avevo ricevuto un sms della mia amica Nunzia che diceva: "venerdì Massimo sarà a Trapani in barca con amici, ci sarà bel tempo?" io avevo risposto che le previsioni davano bel tempo.

Alle 9 ricevo un altro sms da Nunzia che ha letto il nostro blog: "Noi siamo in porto a Favignana e voi?" risposta: "noi siamo in vista di Favignana, tra un'oretta saremo lì".
le due barche si incrociano davanti a Favignana. la loro è molto bella e molto più grande della nostra: 16 metri con bandiera francese. vanno in una piccola baia di Levanzo a fare il bagno (perché la costa Nord di Favignana è esposta al mare che è tornato a crescere con la brezza del mattino). a bordo sono in tanti. li seguiamo. Siamo molto più vestiti di loro: ci prendono in giro.
Gettiamo l'ancora e mentre Giovanni fa il bagno io vado in visita a bordo portando dei datteri e un vasetto di mechouia.
Mi fa un effetto strano vedere appoggiati in coperta i quotidiani di oggi: come se fossero oggetti rari e preziosi abbandonati.


La barca è davvero molto bella e lo skipper gentile. i miei due amici giornalisti ci fanno molte feste. "ma che bravi, ce l'avete fatta..." una signora a bordo mi chiede: "25 ore? con qualche sosta durante il tragitto immagino..." ma è gentile e io non le rispondo che non abbiamo trovato autogrill aperti lungo la rotta...
Massimo mi chiede come mai non abbiamo issato a bordo il tender. effettivamente ci avevo pensato, ma il nostro tender è molto comodo e un po' sproporzionato alla barca. rovesciato a prua ci sta ma impedisce di muoversi agevolmnete e io temo che ci farebbe ingavonare.
Nunzia scatta una foto di Donna Rosa all'ancora: dice che una barca color glicine è inconfondibile. ed è vero, il colore originale del Grand Soleil 34 è più scuro ma stinge rapidamente ed è sempre più raro vedere dei Grand Soleil 34 con la vernice originale. Anche i Grand Soleil 34 sono diventati più rari. In Tunisia non ne abbiamo incontrato nemmeno uno. Quando l'abbiamo comprato nell'86 era una barca di stazza media molto famosa. ora è quasi sempre la più piccola barca dei porti. ma è solida e molto marina. e noi le vogliamo bene.

  Salutiamo i nostri amici e i loro amici e ripartiamo per Trapani dove siamo tutti ansiosi di mettere finalmente piede a terra. e anche farci una doccia.

la notte in mare

Quando mi alzo il sole sta tramontando. mi vesto seriamente per la notte: maglione, pantaloni lunghi, calze, berretto di lana e cerata completa. il mare sembra più tranquillo, il vento sta sotto i 12 nodi. prendiamo comunque una mano di terzaroli, perché è regola che di notte si viaggia a velatura ridotta (la Navy insegna). il motore sempre a 2600 giri.

A poppavia sul lato di sinistra c'è ancora la sagoma scura di Cap Bon, l'ultimo promontorio tunisino, a dritta si vede il profilo dell'isola di Pantelleria.
Il sole tramonta senza crepuscolo, si direbbe: scende sotto l'orizzonte e fa buio. "Ed è subito notte fonda..."

Ci sono luci e navi in giro. dalla parte di Pantelleria c'è una luce rossa molto alta circondata da altre luci bianche. procedendo ci sembrerà una piattaforma con navi vicine o attraccate.

Diversi carghi incrociano la nostra rotta. sarebbe un'occasione per Giulia di riconoscere le luci. di solito due luci bianche (nave più lunga di 50 metri) e la luce rossa o verde sul lato. se è verde e la nave compare a sinistra vuol dire che la prua della nave è nella stessa direzione della nostra prua, quindi le rotte si incrociano. si fanno un paio di rilevamenti: se l'angolo col passare del tempo si stringe, passa prima la nave. se si allarga, passa prima Donna Rosa. sono carghi grandi e veloci per cui compaiono, passano (per fortuna lontano) e scompaiono a dritta.

Si vestono anche fabio e giovanni. io e fabio indossiamo i giubbotti autogonfiabili che abbiamo appena acquistato: 270 newton, in grado di tener su un peso massimo.

non danno il minimo fastidio. ci attacchiamo anche gli ombelicali per andare eventualmente all'albero restando agganciati alla life line.

Per radio sentiamo uno dei carghi che in inglese chiama più volte i piloti del porto di Pantelleria senza avere nessuna risposta.

Ormai fa buio e non si riescono a distinguere le onde provocate dal passaggio del cargo dalle onde del mare che si è un po' alzato. a bordo arrivano spruzzi (qualche goccia anche dentro la barca per i passaggi dei cavi a piede d'albero), ma la situazione resta sostenibile.


A poppa c'è una bellissima mezza luna crescente, che però tramonta subito. il ramadan è iniziato con la luna nuova d'agosto, con la luna nuova di settembre è finito, ora il mese lunare ricomincia con una bellissima falce di luna.

Ma la notte non è completamente buia. la linea dell'orizzonte si continua a vedere ben oltre i 40 minuti del crepuscolo nautico che mi sarei aspettato. il cielo è molto terso (dopo una settimana che tira vento) e persino la via lattea lascia una scia luminosa sull'acqua.

Fabio si mette anche una lampada che lampeggia in caso di caduta a mare. poi si infila una lampada da testa per cui sembra più uno speleologo che un marinaio: ma ha un'aria molto professionale e molto "Glenans".

Si vedono le luci dei paesi più alti sull'isola di Pantelleria. dopo qualche miglio si intravede anche il bagliore del faro del porto di Pantelleria, ma per la nostra rotta resterà sempre sotto l'orizzonte: non più di un bagliore che gira nel cielo basso alla punta Nord dell'isola.

Calcoliamo che essendo vicini all'equinozio di autunno, la notte durerà molto più a lungo che non a fine luglio: circa 10 ore. dieci ore di buio sono molte. in dieci ore può cambiare molte volte la situazione. in caso di difficoltà penso che potremmo poggiare e con vento da dietro riparare a Pantelleria. ma spero di non doverlo fare perché a Pantelleria non credo che ci terrebbero la barca: fino all'anno scorso non c'erano marina o circoli nautici.

Verso le 2 ascoltiamo il bollettino delle 00 UTC. la situazione è brutta tra Corsica Sardegna e Baleari, ma più tranquilla sul tirreno. tranne che nello Stretto di Sicilia: NW 5 e mare molto mosso con tendenza NW 5. Noi continuiamo ad avere un Nord 3 sul naso che ci impedisce di aprire il fiocco.
il NW ci sarebbe più favorevole per andare dritto a Trapani. anche se alzerebbe molto il mare (e gli spruzzi).

Adesso avremmo un lungo periodo senza Meteo, fino alle 8 circa di domani.

La notte va avanti così (qualche spruzzo e molte onde con la cresta bianca, ma niente di preoccupante) per un paio d'ore.

verso le 3 vado a dormire. Giovanni sta sulla panca del pozzetto. Fabio è ben vigile.

Sottocoperta, malgrado i nostri sforzi c'è un caos impressionante: soprattutto un disordine ben mescolato con innumerevoli paia di scarpe ben sparse. li convinco a buttare gli avanzi del tonno e fagioli. e anche i resti della cipolla.

Sto sistematicamente lanciando messaggi spot: "Qui Donna Rosa: tutto bene" con latitudine e longitudine. sono mail che dovrebbero arrivare a Beda e a Eileen: ma non arriveranno tutti. soprattutto quelli notturni (e questo è grave, anche perché si tratta di un servizio a pagamento).
 
Questa volta mi addormento sul serio. coperto dal sacco a pelo e cullato dalla voce del bollettino Meteo e dalle chiamate generali di Mazara del vallo.

La notte nella quale attraversiamo lo stretto di sicilia è la stessa notte in cui i libici hanno mitragliato il peschereccio di Mazara. Molto più a Sud di dove navigavamo noi. Ma da parte di Radio Mazara non abbiamo sentito nulla, malgrado fossimo rimasti aperti sul canale 16. Strano.
Mentre è incredibile quante sciocchezze si sono scritte e dette sul tema. impossibile confondere un peschereccio italiano di 35 metri per una barcone che porta migranti clandestini. e in ogni caso: sparare su una nave è un'azione di guerra! le risposte dello Stato italiano sono state sinora ridicole e penose. penso che gli inglesi, al nostro posto,  avrebbero almeno mandato una nave da guerra a fare un giro nel golfo della sirte. Tanto per far capire che non avevano gradito. noi abbiamo detto stupidaggini per difendere i libici.

Quando mi sveglio e comincio a rivestirmi, verso le 5, mi avvertono che a dritta si vedono già le luci delle città siciliane della costa. Fantastico! l'equipaggio è su di giri, anche se mancano ancora molte ore all'arrivo. vedere la terra dove si sta andando è sempre un gran conforto.
Guardando a prua ci accorgiamo che si vede il lampo del faro di favignana che ancora non esce dall'orizzonte. e poi, la cosa più bella è l'apparizione delle luci della città di Erice, una specie di strada in discesa inconfondibile. Erice è molto alta e ancora lontana (almeno 30 miglia) ma lì sotto c'è la città di Trapani.

Dopo un'oretta, in anticipo sulle nostre previsioni, comincia a vedersi un certo chiarore a Est. forse avere l'orologio sull'ora di Tunisi ci ha fatto sbagliare i calcoli in peggio.
 
il mare si è un po' calmato e non ci sono più onde con schiuma bianca. Fabio ha stretto il vento e ora siamo in buona rotta su Favignana.
Diamo un'occhiata alla barca e ci pare che tutto sia in ordine. troviamo un piccolo pesce volante morto dopo essere saltato a bordo durante la notte senza che ce ne accorgessimo.
Ormai fa luce e l'equipaggio è di ottimo umore. cominciamo anche, lentamente, a toglierci quegli scafandri che avevamo indossato durante la notte.

adesso il mare è quasi completamente calmo e si vede con nettezza il profilo dell'isola di Favignana. La giornata è bella, decidiamo di andare lì in una baia a fare un ultimo bagno.
Sono passate circa 25 ore dalla nostra partenza da Yasmine Hammamet. abbiamo percorso circa 130 miglia con condizioni non ideali ma ce l'abbiamo fatta. il programma di navigazione di Fabio ha registrato la nostra rotta vera.
Giulia, cos'è la rotta vera? "La rotta vera è l'insieme dei punti di una carta (latitudine e longitudine) su cui effettivamente passa la nave". Bene.

martedì 14 settembre 2010

il ritorno

ore 8, salpiamo dal porto di Yasmine Hammamet e dai suoi giganteschi catamarani.

tutto a bordo è stato stivato al meglio in modo da non sbattere alla prima  ondata. anche sotto coperta la dispensa è stata chiusa, il frigo pure, le posate, i bicchieri e le tazze. abbiamo una cabina vuota a prua in cui mettere tutto ciò che non è indispensabile avere a portata di mano.
Fabio apre il suo pc e lancia un programma di navigazione con antenna gps. così abbiamo due plotter che ci dicono dove siamo, dove stiamo andando, la velocità, la rotta, quanto manca all'arrivo.
mettiamo due life line di sicurezza stese e ben cazzate tra le bitte di prua e poppa a babordo e tribordo.
In caso sia necessario andare a prua ci agganceremo alle life line. ma è meglio non dovere andare a prua, specie di notte.



Fuori dal porto di Yasmine Hammamet c'è mare calmo. al largo si vedono onde abbastanza alte. non c'è vento. ci mettiamo in rotta per 45. passeremo molto vicino al paese di Hammamet che termina il grande golfo che inizia a Sud dalla città di Monastir.
è domenica, ma non ci sono molte barche in giro. un grande yacht a motore con bandiera inglese esce dal marina e si dirige a gran velocità verso Nord. alla nostra altezza si ferma di colpo e viene raggiunto da una vedetta della Garde Nationale, poi dopo quello che sembra un controllo riparte e poco dopo è già lontano.

Ascoltiamo il meteo italiano nuovo delle 6 UTC. continua a dire che nello stretto c'è NW 5 e mare molto mosso in attenuazione.
Per ora c'è appena un po' di onda oltre la punta di Hammamet verso Kelibia. teniamo le saracinesche aperte perché la barca è stabile.
Issiamo la randa e procediamo a motore. facciamo 5,8 nodi: a volte raggiungiamo i 6. in mare ci sono molte meduse. ci sono molte bottiglie di plastica con lenze lasciate dai pescatori: alcune hanno foglie di palma legate in superficie. ci hanno spiegato che ci sono pesci che cercano l'ombra in mare e le foglie di palma fanno ombra. 
manteniamo la rotta che correggiamo solo per evitare le diverse tonnare segnalate da boe cardinali. la vista di una boa cardinale genera sempre le stesse domande: dice di passare a Est o passare a Ovest?

piano piano la nostra rotta si allontana dalla costa: le onde crescono un po' ma il vento resta basso e soprattutto viene da Nord e non da Nord Ovest. Non riusciamo ad aprire il genoa. ci proviamo ma prende il vento dalla parte sbagliata: ci mettiamo alla cappa senza volere...
procediamo ancora con motore e randa, ma siamo veloci, questo è quello che conta. prima o poi arriverà il vento.

verso le 11 scendo a dormire. restano di guardia Fabio e Giovanni. siamo d'accordo che mi chiamano se il vento rinforza oltre i 15 oppure se cambia direzione.
mi metto nella cabina di prua. si sta benissimo: si dondola per il beccheggio, ma non troppo. il rumore dell'acqua che scorre rilassa e concilia il sonno.  ma non riesco a dormire perché una mosca mi disturba. è piccola, veloce e insistente, non riesco a prenderla. abbiamo a bordo due o tre mosche africane che non ci lasciano. le porteremo in Italia.

quando mi alzo la situazione è immutata. si sbatte un po' ma l'andatura è sostenibile. il vento è ancora basso e continua a soffiare da Nord. Fabio e Giovanni hanno stretto il vento per non andare troppo fuori rotta.
Decidiamo di mangiare. Fabio prepara dei piccoli panini di sardine in scatola olio e limone. le chiama le "ostriche dei poveri". ma il piatto forte sarà tonno, fagioli bianche e rossi, un cucchiaio di mechoua e, per chi vuole, cipolle.
mangiamo poco.
si decide di tenere il resto del tonno e fagioli per le prossime ore e appetiti che immaginiamo verranno.

 L'andatura della barca continua così per le prime 8 ore: motore, randa, 5,5 nodi in media, vento di fronte e mare più al traverso da sinistra.
Appena passiamo oltre Kelibia il mare si fa più mosso con onde da Nord Ovest e qualche spruzzo, il vento apparente sale a 12, 13 nodi ma da Nord e non Nord Ovest. Bisogna allargare di una decina di gradi. il gps ci dà in arrivo per le 11/12 del giorno dopo. stiamo perdendo tempo.
bisogna scegliere se sbattere meno, andare più veloci e allontanarsi dalla rotta ideale o prendere onde e spruzzi e ridurre la velocità. cerchiamo il compromesso migliore.

è buffo osservare come in mare sembra di aver già superato un capo (in questo caso Cap Bon) mentre guardando il plotter si vede che non lo si è superato affatto.
man mano che saliamo oltre il capo il mare cresce. ma non è mare spinto dal vento che resta costante. è mare della burrasca dei giorni precedenti. con poche onde che frangono. ogni tanto si vede qualche onda più piccola che viene dalla direzione del vento.

il bollettino di mezzogiorno (ascoltato via vhf alle 14) conferma ancora una volta una situazione che non c'è: NW5 e mare molto mosso. anche nel vicino Tirreno meridionale settore Ovest ci dovrebbe essere NW5.
nel corso della traversata gli avvisi di temporali isolati sullo Ionio e basso Adriatico vengono cancellati. si comincia ad accennare a colpi di vento e burrasche nel mare di Corsica. Ma è troppo a Nord per interessarci.
Anche Radio Mazara del Vallo fa diverse chiamate generali di Securité per aggiornare gli avvisi di burrasca e vento forte ma riguardano mari lontani: Alboran, Nord Baleari, Bonifacio, Adriatico centrale, Otranto.
c'è instabilità sul Mediterraneo e sul Tirreno centrale. I colpi di vento sono tutti da N NW: ci sarebbe spazio per un po' di maestrale qui da noi, ma non c'è.

Continuiamo a non mangiare molto. ognuno, quando scende prende un biscotto o mangia qualche dattero. beviamo i succhi di frutta che avevamo acquistato il giorno prima.
Non si ascolta musica. ci accompagnano per tutto il viaggio la lettura in continuo del bollettino sul canale 68 e le chiamate generali di aggiornamento di Mazara Radio. La colonna sonora è un po' ossessiva.

un'onda più forte delle altre fa saltare la lampada solare che abbiamo su un'asta a poppa. la perdiamo in mare. era una lampada da giardino da 10 euro ma svolgeva bene il suo compito di luce di fonda: la ricomprerò.

ogni tanto ci sono dei treni di onde più alti che mandano a bordo /e addosso a noi) qualche spruzzo. ormai abbiamo chiuso tutti gli osteriggi. entra acqua da alcuni punti della coperta. li segnalerò in cantiere. controllo il motore che sta girando da ore a 2600 giri con una temperatura costante di 85 gradi. Ottimo. a poppa il gommone si lascia trainare docilmente, senza strappi e senza appesantirci troppo.

sono l'unico che verso le 16 si fa un caffé. Giovanni dorme disteso in pozzetto. Fabio scende a riposare.
(meno di 3 ore, questa volta)

siamo fuori rotta di 20 gradi ma l'andatura è veloce. andiamo così per un paio d'ore. quando mi viene sonno (la notte prima ho dormito solo fino alle 2.30 quando si sono alzati i ragazzi) chiedo a Fabio di sostituirmi in pozzetto.
mi metto a dormire nella dinette, perché a prua non è più possibile: troppe oscillazioni. ma anche nella dinette si sbatte molto e fatico a prendere sonno. Fabio preferisce stringere il vento, così i movimenti della barca aumentano. ma è giusto che sia chi sta pilotando a decidere la rotta giusta.

sabato 11 settembre 2010

domenica 12 ore 7.30

i ragazzi sono partiti questa notte. i bollettini sono buoni (vento da NW 5 e mare molto mosso in diminuzione). stiamo facendo le pratiche in polizia e dogana per lasciare il paese. ci spostiamo sull'apposito molo.
abbiamo il serbatoio della nafta pieno (100 litri) e una tanica da 30. decidiamo di non comprarne altra.
viene a fare la visita della dogana a bordo una signora in divisa. è gentile. ci chiede dove sono gli apparati elettronici (radio, gps) che avevamo dichiarato due anni fa all'ingresso. glieli mostro.
mi scuso per il disordine. la signora in divisa scherza: "quando non ci sono donne a bordo..."
la salutiamo e ci prepariamo a partire per tornare a Trapani (inscialla): 133 miglia per 44 gradi. tempo previsto, 24 ore circa.
alla prossima...

sabato 11, sera

purtroppo Giulia e Davide non possono restare con noi anche domani. è un peccato perché pensiamo finalmente di attraversare. loro partiranno con un taxi per l'aeroporto questa notte alle 2.45 per un'aereo alitalia delle 5.25. a quell'ora noi andremo a fare i documenti e intorno alle 4 partiremo (io Fabio e Giovanni) nella speranza che i bollettini delle 18 di oggi e delle 00 questa notte confermino il calo del vento e del mare nello stretto di Sicilia. altrimenti torniamo ad Hammamet.

messaggio per Paco e Pepe

Cari Paco e Pepe, guardate cosa abbiamo visto a bordo di una barca vicina alla nostra. due vostri gemelli tunisini che se ne stanno tranquilli a dormire sul pagliolo del pozzetto come se niente fosse. se vi venisse  voglia di provare, magari l'anno prossimo, noi vi insegneremmo quello che si deve sapere per essere "veri gatti di mare". a presto
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