ore 8, salpiamo dal porto di Yasmine Hammamet e dai suoi giganteschi catamarani.
tutto a bordo è stato stivato al meglio in modo da non sbattere alla prima ondata. anche sotto coperta la dispensa è stata chiusa, il frigo pure, le posate, i bicchieri e le tazze. abbiamo una cabina vuota a prua in cui mettere tutto ciò che non è indispensabile avere a portata di mano.
Fabio apre il suo pc e lancia un programma di navigazione con antenna gps. così abbiamo due plotter che ci dicono dove siamo, dove stiamo andando, la velocità, la rotta, quanto manca all'arrivo.
mettiamo due life line di sicurezza stese e ben cazzate tra le bitte di prua e poppa a babordo e tribordo.
In caso sia necessario andare a prua ci agganceremo alle life line. ma è meglio non dovere andare a prua, specie di notte.
Fuori dal porto di Yasmine Hammamet c'è mare calmo. al largo si vedono onde abbastanza alte. non c'è vento. ci mettiamo in rotta per 45. passeremo molto vicino al paese di Hammamet che termina il grande golfo che inizia a Sud dalla città di Monastir.
è domenica, ma non ci sono molte barche in giro. un grande yacht a motore con bandiera inglese esce dal marina e si dirige a gran velocità verso Nord. alla nostra altezza si ferma di colpo e viene raggiunto da una vedetta della Garde Nationale, poi dopo quello che sembra un controllo riparte e poco dopo è già lontano.
Ascoltiamo il meteo italiano nuovo delle 6 UTC. continua a dire che nello stretto c'è NW 5 e mare molto mosso in attenuazione.
Per ora c'è appena un po' di onda oltre la punta di Hammamet verso Kelibia. teniamo le saracinesche aperte perché la barca è stabile.
Issiamo la randa e procediamo a motore. facciamo 5,8 nodi: a volte raggiungiamo i 6. in mare ci sono molte meduse. ci sono molte bottiglie di plastica con lenze lasciate dai pescatori: alcune hanno foglie di palma legate in superficie. ci hanno spiegato che ci sono pesci che cercano l'ombra in mare e le foglie di palma fanno ombra.
manteniamo la rotta che correggiamo solo per evitare le diverse tonnare segnalate da boe cardinali. la vista di una boa cardinale genera sempre le stesse domande: dice di passare a Est o passare a Ovest?
piano piano la nostra rotta si allontana dalla costa: le onde crescono un po' ma il vento resta basso e soprattutto viene da Nord e non da Nord Ovest. Non riusciamo ad aprire il genoa. ci proviamo ma prende il vento dalla parte sbagliata: ci mettiamo alla cappa senza volere...
procediamo ancora con motore e randa, ma siamo veloci, questo è quello che conta. prima o poi arriverà il vento.
verso le 11 scendo a dormire. restano di guardia Fabio e Giovanni. siamo d'accordo che mi chiamano se il vento rinforza oltre i 15 oppure se cambia direzione.
mi metto nella cabina di prua. si sta benissimo: si dondola per il beccheggio, ma non troppo. il rumore dell'acqua che scorre rilassa e concilia il sonno. ma non riesco a dormire perché una mosca mi disturba. è piccola, veloce e insistente, non riesco a prenderla. abbiamo a bordo due o tre mosche africane che non ci lasciano. le porteremo in Italia.
quando mi alzo la situazione è immutata. si sbatte un po' ma l'andatura è sostenibile. il vento è ancora basso e continua a soffiare da Nord. Fabio e Giovanni hanno stretto il vento per non andare troppo fuori rotta.
Decidiamo di mangiare. Fabio prepara dei piccoli panini di sardine in scatola olio e limone. le chiama le "ostriche dei poveri". ma il piatto forte sarà tonno, fagioli bianche e rossi, un cucchiaio di mechoua e, per chi vuole, cipolle.
mangiamo poco.
si decide di tenere il resto del tonno e fagioli per le prossime ore e appetiti che immaginiamo verranno.
L'andatura della barca continua così per le prime 8 ore: motore, randa, 5,5 nodi in media, vento di fronte e mare più al traverso da sinistra.
Appena passiamo oltre Kelibia il mare si fa più mosso con onde da Nord Ovest e qualche spruzzo, il vento apparente sale a 12, 13 nodi ma da Nord e non Nord Ovest. Bisogna allargare di una decina di gradi. il gps ci dà in arrivo per le 11/12 del giorno dopo. stiamo perdendo tempo.
bisogna scegliere se sbattere meno, andare più veloci e allontanarsi dalla rotta ideale o prendere onde e spruzzi e ridurre la velocità. cerchiamo il compromesso migliore.
è buffo osservare come in mare sembra di aver già superato un capo (in questo caso Cap Bon) mentre guardando il plotter si vede che non lo si è superato affatto.
man mano che saliamo oltre il capo il mare cresce. ma non è mare spinto dal vento che resta costante. è mare della burrasca dei giorni precedenti. con poche onde che frangono. ogni tanto si vede qualche onda più piccola che viene dalla direzione del vento.
il bollettino di mezzogiorno (ascoltato via vhf alle 14) conferma ancora una volta una situazione che non c'è: NW5 e mare molto mosso. anche nel vicino Tirreno meridionale settore Ovest ci dovrebbe essere NW5.
nel corso della traversata gli avvisi di temporali isolati sullo Ionio e basso Adriatico vengono cancellati. si comincia ad accennare a colpi di vento e burrasche nel mare di Corsica. Ma è troppo a Nord per interessarci.
Anche Radio Mazara del Vallo fa diverse chiamate generali di Securité per aggiornare gli avvisi di burrasca e vento forte ma riguardano mari lontani: Alboran, Nord Baleari, Bonifacio, Adriatico centrale, Otranto.
c'è instabilità sul Mediterraneo e sul Tirreno centrale. I colpi di vento sono tutti da N NW: ci sarebbe spazio per un po' di maestrale qui da noi, ma non c'è.
Continuiamo a non mangiare molto. ognuno, quando scende prende un biscotto o mangia qualche dattero. beviamo i succhi di frutta che avevamo acquistato il giorno prima.
Non si ascolta musica. ci accompagnano per tutto il viaggio la lettura in continuo del bollettino sul canale 68 e le chiamate generali di aggiornamento di Mazara Radio. La colonna sonora è un po' ossessiva.
un'onda più forte delle altre fa saltare la lampada solare che abbiamo su un'asta a poppa. la perdiamo in mare. era una lampada da giardino da 10 euro ma svolgeva bene il suo compito di luce di fonda: la ricomprerò.
ogni tanto ci sono dei treni di onde più alti che mandano a bordo /e addosso a noi) qualche spruzzo. ormai abbiamo chiuso tutti gli osteriggi. entra acqua da alcuni punti della coperta. li segnalerò in cantiere. controllo il motore che sta girando da ore a 2600 giri con una temperatura costante di 85 gradi. Ottimo. a poppa il gommone si lascia trainare docilmente, senza strappi e senza appesantirci troppo.
sono l'unico che verso le 16 si fa un caffé. Giovanni dorme disteso in pozzetto. Fabio scende a riposare.
(meno di 3 ore, questa volta)
siamo fuori rotta di 20 gradi ma l'andatura è veloce. andiamo così per un paio d'ore. quando mi viene sonno (la notte prima ho dormito solo fino alle 2.30 quando si sono alzati i ragazzi) chiedo a Fabio di sostituirmi in pozzetto.
mi metto a dormire nella dinette, perché a prua non è più possibile: troppe oscillazioni. ma anche nella dinette si sbatte molto e fatico a prendere sonno. Fabio preferisce stringere il vento, così i movimenti della barca aumentano. ma è giusto che sia chi sta pilotando a decidere la rotta giusta.


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