sabato 11 settembre 2010

sabato 11 ore 08

sabato ore 8

la mattina è fresca e il maestrale (sembra) in calo.
sto scrivendo dalla mia cabina e forse riesco anche a postare: una vera pacchia.

ieri abbiamo visitato Cartegeland, una specie di Gardaland su Cartagine e le guerre puniche con tanto di elefanti di carta pesta e Annibale e tutto il resto. non siamo entrati perché era a pagamento e ci pareva, onestamente, assurdo.
accanto a Cartageland c'è una medina finta ricostruita che svolge le funzioni di una medina vera. all'interno ci sono molti ristoranti e bar tra cui anche una riproduzione del Cafè des Nattes di Sidi Bou Saìd.
è un misto tra l'Italia in miniatura e una Las Vegas per poveri. c'è pieno di gente ma non sono turisti. ogni locale ha un suo spettacolo.

i ristoranti non ci attirano per cui torniamo verso il marina. andiamo a mangiare un buon couscous alla Bouillabaisse, vicino all'entrata. a tavola ripassiamo la teoria dell'uomo a mare. l'argomento non è di buon augurio ma può essere molto utile. ci sono diverse scuole di pensiero su come recuperare l'uomo a mare. le analizziamo una per una: strambare subito, non strambare mai, ecc.
alla fine optiamo per una soluzione più domestica.
1. tirare il salvagente con cima e urlare uomo a mare
2. chi lo fa non lo perde mai di vista e lo indica sempre con il braccio teso all'equipaggio intento alla manovra (non deve fare assolutamente altro).
3. qualcuno preme il pulsante MOB sul Gps
4. si mollano le drizze delle vele e con vele in bando si accende il motore e si va a recuperare l'uomo cercando di fermarsi vicino a lui e portarlo a poppa.
5 si può anche usare il gommone.

Naturalmente tutto ciò dipende dalle condizioni del mare e se è giorno o notte. ma la soluzione adottata ci sembra la più veloce per evitare di fare troppi bordi e passare accanto all'uomo a mare con la barca in movimento e magari il mare formato.

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