mercoledì 15 settembre 2010

la notte in mare

Quando mi alzo il sole sta tramontando. mi vesto seriamente per la notte: maglione, pantaloni lunghi, calze, berretto di lana e cerata completa. il mare sembra più tranquillo, il vento sta sotto i 12 nodi. prendiamo comunque una mano di terzaroli, perché è regola che di notte si viaggia a velatura ridotta (la Navy insegna). il motore sempre a 2600 giri.

A poppavia sul lato di sinistra c'è ancora la sagoma scura di Cap Bon, l'ultimo promontorio tunisino, a dritta si vede il profilo dell'isola di Pantelleria.
Il sole tramonta senza crepuscolo, si direbbe: scende sotto l'orizzonte e fa buio. "Ed è subito notte fonda..."

Ci sono luci e navi in giro. dalla parte di Pantelleria c'è una luce rossa molto alta circondata da altre luci bianche. procedendo ci sembrerà una piattaforma con navi vicine o attraccate.

Diversi carghi incrociano la nostra rotta. sarebbe un'occasione per Giulia di riconoscere le luci. di solito due luci bianche (nave più lunga di 50 metri) e la luce rossa o verde sul lato. se è verde e la nave compare a sinistra vuol dire che la prua della nave è nella stessa direzione della nostra prua, quindi le rotte si incrociano. si fanno un paio di rilevamenti: se l'angolo col passare del tempo si stringe, passa prima la nave. se si allarga, passa prima Donna Rosa. sono carghi grandi e veloci per cui compaiono, passano (per fortuna lontano) e scompaiono a dritta.

Si vestono anche fabio e giovanni. io e fabio indossiamo i giubbotti autogonfiabili che abbiamo appena acquistato: 270 newton, in grado di tener su un peso massimo.

non danno il minimo fastidio. ci attacchiamo anche gli ombelicali per andare eventualmente all'albero restando agganciati alla life line.

Per radio sentiamo uno dei carghi che in inglese chiama più volte i piloti del porto di Pantelleria senza avere nessuna risposta.

Ormai fa buio e non si riescono a distinguere le onde provocate dal passaggio del cargo dalle onde del mare che si è un po' alzato. a bordo arrivano spruzzi (qualche goccia anche dentro la barca per i passaggi dei cavi a piede d'albero), ma la situazione resta sostenibile.


A poppa c'è una bellissima mezza luna crescente, che però tramonta subito. il ramadan è iniziato con la luna nuova d'agosto, con la luna nuova di settembre è finito, ora il mese lunare ricomincia con una bellissima falce di luna.

Ma la notte non è completamente buia. la linea dell'orizzonte si continua a vedere ben oltre i 40 minuti del crepuscolo nautico che mi sarei aspettato. il cielo è molto terso (dopo una settimana che tira vento) e persino la via lattea lascia una scia luminosa sull'acqua.

Fabio si mette anche una lampada che lampeggia in caso di caduta a mare. poi si infila una lampada da testa per cui sembra più uno speleologo che un marinaio: ma ha un'aria molto professionale e molto "Glenans".

Si vedono le luci dei paesi più alti sull'isola di Pantelleria. dopo qualche miglio si intravede anche il bagliore del faro del porto di Pantelleria, ma per la nostra rotta resterà sempre sotto l'orizzonte: non più di un bagliore che gira nel cielo basso alla punta Nord dell'isola.

Calcoliamo che essendo vicini all'equinozio di autunno, la notte durerà molto più a lungo che non a fine luglio: circa 10 ore. dieci ore di buio sono molte. in dieci ore può cambiare molte volte la situazione. in caso di difficoltà penso che potremmo poggiare e con vento da dietro riparare a Pantelleria. ma spero di non doverlo fare perché a Pantelleria non credo che ci terrebbero la barca: fino all'anno scorso non c'erano marina o circoli nautici.

Verso le 2 ascoltiamo il bollettino delle 00 UTC. la situazione è brutta tra Corsica Sardegna e Baleari, ma più tranquilla sul tirreno. tranne che nello Stretto di Sicilia: NW 5 e mare molto mosso con tendenza NW 5. Noi continuiamo ad avere un Nord 3 sul naso che ci impedisce di aprire il fiocco.
il NW ci sarebbe più favorevole per andare dritto a Trapani. anche se alzerebbe molto il mare (e gli spruzzi).

Adesso avremmo un lungo periodo senza Meteo, fino alle 8 circa di domani.

La notte va avanti così (qualche spruzzo e molte onde con la cresta bianca, ma niente di preoccupante) per un paio d'ore.

verso le 3 vado a dormire. Giovanni sta sulla panca del pozzetto. Fabio è ben vigile.

Sottocoperta, malgrado i nostri sforzi c'è un caos impressionante: soprattutto un disordine ben mescolato con innumerevoli paia di scarpe ben sparse. li convinco a buttare gli avanzi del tonno e fagioli. e anche i resti della cipolla.

Sto sistematicamente lanciando messaggi spot: "Qui Donna Rosa: tutto bene" con latitudine e longitudine. sono mail che dovrebbero arrivare a Beda e a Eileen: ma non arriveranno tutti. soprattutto quelli notturni (e questo è grave, anche perché si tratta di un servizio a pagamento).
 
Questa volta mi addormento sul serio. coperto dal sacco a pelo e cullato dalla voce del bollettino Meteo e dalle chiamate generali di Mazara del vallo.

La notte nella quale attraversiamo lo stretto di sicilia è la stessa notte in cui i libici hanno mitragliato il peschereccio di Mazara. Molto più a Sud di dove navigavamo noi. Ma da parte di Radio Mazara non abbiamo sentito nulla, malgrado fossimo rimasti aperti sul canale 16. Strano.
Mentre è incredibile quante sciocchezze si sono scritte e dette sul tema. impossibile confondere un peschereccio italiano di 35 metri per una barcone che porta migranti clandestini. e in ogni caso: sparare su una nave è un'azione di guerra! le risposte dello Stato italiano sono state sinora ridicole e penose. penso che gli inglesi, al nostro posto,  avrebbero almeno mandato una nave da guerra a fare un giro nel golfo della sirte. Tanto per far capire che non avevano gradito. noi abbiamo detto stupidaggini per difendere i libici.

Quando mi sveglio e comincio a rivestirmi, verso le 5, mi avvertono che a dritta si vedono già le luci delle città siciliane della costa. Fantastico! l'equipaggio è su di giri, anche se mancano ancora molte ore all'arrivo. vedere la terra dove si sta andando è sempre un gran conforto.
Guardando a prua ci accorgiamo che si vede il lampo del faro di favignana che ancora non esce dall'orizzonte. e poi, la cosa più bella è l'apparizione delle luci della città di Erice, una specie di strada in discesa inconfondibile. Erice è molto alta e ancora lontana (almeno 30 miglia) ma lì sotto c'è la città di Trapani.

Dopo un'oretta, in anticipo sulle nostre previsioni, comincia a vedersi un certo chiarore a Est. forse avere l'orologio sull'ora di Tunisi ci ha fatto sbagliare i calcoli in peggio.
 
il mare si è un po' calmato e non ci sono più onde con schiuma bianca. Fabio ha stretto il vento e ora siamo in buona rotta su Favignana.
Diamo un'occhiata alla barca e ci pare che tutto sia in ordine. troviamo un piccolo pesce volante morto dopo essere saltato a bordo durante la notte senza che ce ne accorgessimo.
Ormai fa luce e l'equipaggio è di ottimo umore. cominciamo anche, lentamente, a toglierci quegli scafandri che avevamo indossato durante la notte.

adesso il mare è quasi completamente calmo e si vede con nettezza il profilo dell'isola di Favignana. La giornata è bella, decidiamo di andare lì in una baia a fare un ultimo bagno.
Sono passate circa 25 ore dalla nostra partenza da Yasmine Hammamet. abbiamo percorso circa 130 miglia con condizioni non ideali ma ce l'abbiamo fatta. il programma di navigazione di Fabio ha registrato la nostra rotta vera.
Giulia, cos'è la rotta vera? "La rotta vera è l'insieme dei punti di una carta (latitudine e longitudine) su cui effettivamente passa la nave". Bene.

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